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I musei molisani più importanti

  • Museo regionale della Civiltà Sannita (Campobasso):

    Il Museo nasce nel 1881 insieme alla Biblioteca Provinciale, nel Palazzo della Prefettura. Il Museo e la Biblioteca negli anni hanno subito vari cambi di sede fino al 1995, quando il Museo è stato definitivamente spostato nei locali del Palazzo Mazzarotta, nel centro storico. Al suo interno sono ritrovabili collezioni provinciali ottocentesche e resti dei ritrovamenti degli scavi archeologici nella Provincia di Campobasso. Ha un esposizione permanente che riguarda l’età del Bronzo e la Prima età del Ferro, elementi storici di epoca Sannita, una ricca collezione di statuine votive di Ercole, ornamenti in terracotta provenienti dai santuari e alcuni tesoretti votivi. Inoltre sono presenti materiali provenienti anche dalla città romana di Sepino: di particolare interesse le sculture in marmo e tanti piccoli oggetti di vita quotidiana, come chiavi, elementi di toilette femminile e suppellettili in bronzo. Dell’alto medioevo ci sono dalle ricchissime tombe di cavalieri Bulgari ritrovate nella Piana di Bojano ed una breve sezione con materiali basso medioevali, in particolare ceramiche.

  • Palazzo Pistilli – Campobasso:

    Palazzo Pistilli è una residenza signorile di fine diciottesimo secolo nel centro storico di Campobasso. Si articola su due piani e sei accoglienti sale dove sono esposte le collezioni di arte di Michele Praitano e Giuseppe Ottavio Eliseo, donate allo Stato nel 2012. Le opere più antiche rappresentano un viaggio nella storia dell’arte con dipinti del sedicesimo secolo ed esempi di maioliche napoletane e ceramiche dipinte di diciottesimo secolo.

  • Complesso Monumentale di San Vincenzo al Volturno – Castel San Vincenzo (Is):

    Il monastero di San Vincenzo al Volturno fu costruito lungo le rive del fiume Volturno nella Piana di Rocchetta. Il territorio circondato dai monti Mainarde, della Meta e del Matese. Secondo documenti di epoca medievale in quest’area era presistente una chiesa dedicata a San Vincenzo di Saragozza di epoca tardo romana, fatta edificare dall’imperatore Costantino. In questo stesso luogo nel corso dell’VIII secolo tre nobili beneventani, Paldo, Taso e Tato, decisero di costruire un nuovo monastero per dedicarsi a una vita di meditazione e preghiera. Nel 787 San Vincenzo divenne una delle più importanti; abbazie europee grazie ai privilegi concessi da Carlo Magno; nel secolo successivo raggiunse dimensioni di una vera e propria città monastica in quell’epoca il monastero possedeva 10 chiese. Nell’881 l’attacco di un gruppo di Arabi, provocarono gravi danneggiamenti agli edifici. Il complesso includeva anche corti/giardino, cucine, un refettorio e un lavatoio. Lasciando l’area prossima al Volturno si sale al colle della Torre e all’atrio della chiesa di San Vincenzo Maggiore, consacrata nell’808. La chiesa ha una pianta rettangolare, a tre navate, lunga 64 metri e larga 28, la particolarità dell’impianto è a cripta anulare (c.d. Cripta di Giosuè) situata sotto dell’altare maggiore. La sua costruzione si colloca in un momento di declino del resto del complesso, nel corso dell’XI secolo, forse come memoria della gloria del monastero stesso. A partire da questo periodo la storia di San Vincenzo al Volturno ricomincerà con la costruzione di un nuovo complesso sulla riva destra del fiume.

  • Castello di Civitacampomarano – Civitacampomarano (Cb):

    Il Castello è situato nella parte alta del paese di Civitacampomarano, su una collina in precedenza occupata da un insediamento sannitico. I primi resti permettono di risalire ad una prima costruzione della fortezza militare: una cinta muraria di forma quadrangolare con tre torrioni cilindrici merlati. Ogni torre ha feritoie e archetti pensili, la cinta muraria era munita di un camminamento di ronda e alloggiamenti per archibugi e cannoni.

  • Castello di Capua – Gambatesa (Cb):

    Il locale castello è in posizione privilegiata a dominio della valle del Tappino, sorge nel centro storico di Gambatesa. La struttura, che da fortilizio fu trasformata in dimora principesca ha una forma quadrata, basamento a scarpa e due torri quadrangolari poste agli angoli di Nord-Est che sono seni della sua funzione difensiva, dall’altra. Sull’altro lato del Castello c’è il portale bugnato, le finestre e i balconcini aperti sulle mura e la loggetta con tre archi a tutto sesto di epoca rinascimentale. Nei primi anni del XVI secolo la struttura venne ampliata. Il castello si sviluppa su quattro livelli decorati con affreschi.

  • Museo archeologico di Santa Maria delle Monache (Isernia):

    Il complesso monumentale/Museale di Santa Maria delle Monache nasce come monastero benedettino con annessa chiesa dell’Assunta in età alto medievale. E’ uno dei monumenti più antichi della città che ha ospitato fino al 1868 l’ordine delle suore benedettine ed educande provenienti dalla regione e da Napoli per poi trasformarsi nel secolo scorso a caserma e a carcere. Dal 1 agosto 2017 il Museo ha riaperto al pubblico.

  • Santuario Italico – Pietrabbondante (Is):

    Il Santuario di Pietrabbondante è la maggiore area sacra giunta sino a noi nel territorio dei Sanniti, un antico popolo italico stanziatosi nell’area centro meridionale della penisola. L’area occupata dal santuario era più ampia di quanto finora stimato; all’esterno del comprensorio si è accertata la presenza di almeno un edificio di culto, di cui affiorano pietre squadrate, frammenti di terrecotte architettoniche e di oggetti votivi.

  • Museo della Città del Territorio – Sepino (Is):

    Il Museo della città e del territorio di Sepino è allestito all’interno di edifici rurali del ‘700. All’interno delle abitazioni sono conservati gli elementi caratteristici della vita quotidiana degli abitanti dell’epoca, quali il lavandino, il camino, il forno e le nicchie ricavate nelle murature utilizzate anticamente come ripostigli. Il Museo raccoglie reperti rinvenuti all’interno dell’area archeologica in cui è collocato o dal territorio circostante. Il materiale va dall’età preistorica fino al Medioevo. Si conservano gli strumenti in pietra del Paleolitico rinvenuti nell’intera valle del medio corso del Tammaro, da San Giuliano del Sannio e Cercemaggiore alla montagna di Sepino e al confine settentrionale di Santa Croce del Sannio. Le sale successive rimandano a aspetti della vita romana: il simposio, i passatempi e le attività artigianali, i riti funerari.

  • Museo archeologico di Venafro – Venafro (Is):

    Il Museo archeologico di Venafro è ospitato all’interno del monastero seicentesco di Santa Chiara. Oltre all’antica raccolta il museo conserva anche i ritrovamenti provenienti dai recenti scavi archeologici che hanno permesso di conoscere meglio l’insediamento sannitico e la Venafro di età imperiale. L’esposizione museale mostra i diversi aspetti e le diverse realtà della vita quotidiana, pubblica e privata.

  • Museo nazionale di Castello Padone – Venafro (Is):

    Il castello di Venafro prende il nome dalla famiglia Pandone, antica proprietaria di questo maniero medievale , trasformato nel sedicesimo secolo in palazzo nobiliare. Il Museo Nazionale del Molise, conta su opere pittoriche tra età paleocristiana ed età moderna. Sono ritrovabili opere prodotte a Napoli per il Molise o da artisti molisani formatisi a Napoli nel Sei e Settecento.

  • Museo Civico – Bojano (Cb):

    Il palazzo accoglie il patrimonio archeologico e naturalistico della città di Bojano che documenta la storia e l’evoluzione di quest’area un tempo occupata dal mare. La sezione archeologica del museo raccoglie reperti di vasellame, monili, armi, monete dal V-IV secolo a.C. al I d.C., rinvenuti nell’area del Sannio Pentro e in Bojano; quella paleontologica conserva fossili e rudiste.

  • Museo Internazionale della Campana – Agnone (Is):

    Il Museo Internazionale della Campana di Agnone, in Molise, (si trova all’interno della Fonderia Pontificia Marinelli, l’azienda a conduzione familiare più antica d’Europa e seconda al mondo, fondata nell’anno 1000. Si tratta dell’unico museo italiano dedicato completamente alla lavorazione della campana. All’interno sono conservati pezzi di storia della fonderia, a partire dal Medioevo fino al presente.

  • MACTE – Museo di arte Contemporanea – Termoli (Cb):

    La struttura sorge in zona centrale nell’area dell’ex mercato coperto Inizialmente, questo posto doveva diventare un auditorium per ospitare spettacoli e concerti, ma date le dimensioni ridotte attualmente funge da museo d’arte contemporanea.

  • Museo del Castello di Torella del Sannio – Torella del Sannio (Cb):

    Il Castello Medioevale è oggi una Casa-Museo dedicata alla pittrice-musicista Elena Ciamarra-Cammarano, artista di fama internazionale.

  • Museo della Zampogna – Scapoli (Is):

    Il Museo Internazionale della Zampogna è situato nell’interno del Palazzo Mancini, all’interno sono presenti Zampogne provenienti da ogni parte del mondo e prodotte in varie epoche oltre a foto d’epoca e un’antica bottega artigiana dedicata agli storici costruttori scapolesi di Zampogne e Ciaramelle che hanno trasmesso alle nuove generazioni la propria Arte. Lungo il percorso espositivo è possibile visitare un singolare presepe permanente di Scuola Napoletana realizzato dai Maestri d’Arte Capuano di San Gregorio Armeno in Napoli. Nel museo è possibile ammirare, tante zampogne di ogni parte del mondo e prodotte in varie epoche.

  • Museo Internazionale delle Guerre Mondiali – Rocchetta al Volturno:

    Il Museo è strutturato su una superfice di 900 mq che nel quale il visitatore ha la possibilità di camminare nella storia rivivendo battaglie e vita quotidiana dei soldati; osservare modelli di armi dai modelli molto ricercati, visionare filmati d’epoca ed avere informazioni nella  biblioteca tematica della storia militare. Al museo sono inoltre organizzati seminari e corsi in collaborazione con l’Università degli Studi del Molise, la Società Italiana di Storia Militare, gli Uffici Storici della Difesa.

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